È passato un po’ di tempo dal mio ultimo post. Colpa degli impegni, dovrei dire; più che altro colpa del fancazzismo invece. Ho talmente tante foto da mettere in rete che mi vien male al solo pensarci. E rimando, rimando… Comunque, un po’ per volta, mi sforzerò di svolgere il gravoso compito. Capirai il sacrificio, manco fosse un lavoro in miniera…
Comunque. Un paio di mesi fa, mi sono ritrovata per caso un un parco giochi deserto nella zona di Bosworth Road, Emslie Horniman’s Pleasance si chiama questo strano posto. Non credo esista qualcosa di più malinconico di un parco giochi senza bambini; forse uno stabilimento balneare in inverno o un palazzo in pieno centro disabitato, con assi alle finestre e alle porte, non saprei. Eppure questo parco giochi è tutto fuorché deprimente.
Come spesso accade qui a Londra, le strutture dedicate al pubblico sono un’occasione per i giovani architetti di confrontarsi con la difficile arte di unire l’estro creativo con la funzionalità pratica, landasciando magari, nel contempo, una piccola impronta personale in una città in perpetuo mutamento.
L’Emslie Horniman’s Pleasance, oltre a godere di un parco nel più classico degli stili ha, annidato nel suo nucleo centrale, un minuscolo angolino dedicato ai bambini. Questo semicerchio protetto, strutturato in ripido dossi, è coperto di tartan variopinto ed è disseminato di altalene ed altri giochi in legno.
L’effetto ottico è notevole: onde color cobalto, righe e spirali rosa e verdi, stelle, cerchi. Un’isola di luminosa allegria che può offrire, a chi si diletta di fotografia astratta, una scusa irrinunciabile per baloccarsi per ore con tre preziosi ingredienti: patterns, pallettes e textures.














