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su e giù per la collina di Notting Hill (con una Lumix in tasca)

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Chincaglierie

gennaio 4, 2010 di Paz

Ecco qua, gli ultimi scatti residui di questo periodo natalizio. Li butto dentro così, a casaccio, un po’ perché non ne posso più di vederli posteggiati nella cartella “foto per il blog” un po’ perché, con la situazione italiana che ci aspetta nel 2010, la voglia di festeggiare, ahimé,  mi è passata rapidamente. Comunque, per quel che può valere, è stato bello, finché è durato.

La tradizione anglosassone prevede una calza piena di piccoli regali appesa al caminetto per Natale, un po’ come da noi per la befana. Questa, in particolare, è stata da me amorevolmente rimpinzata di cose totalmente inutili e decorative (come è giusto che sia) e poi spedita oltre Manica alle figlie della mia cara amica Graziella.

Mannaggia alla memoria, non ho la più pallida idea di dove abbia scattato questa foto. Suppongo dalle parti di Pottery Lane ma potrei sbagliarmi. Ogni volta che sono tentata di portarmi dietro il polarizzatore, penso a scatti come questo e mi dico: naaaa, i riflessi sono nostri amici :)

Altra usanza tipicamente British è quella di appendere i biglietti d’auguri in bella mostra nel luogo “di comunicazione” della famiglia, la finestra principale. Sulle finestre Londinesi ho realizzato un piccolo lavoro qualche tempo fa, se avete voglia vi consiglio di dargli un’occhiata perché racconta un fenomeno molto particolare e molto diffuso (lo trovate QUI»).

Questa spettacolare decorazione faceva bella mostra di se in un negozio di arredamento, luogo dove maggiormente l’immaginazione dell’Inglese medio prende il volo (secondo soltanto alle agenzie di viaggio, specificatamente quelle con paradisiache isole tropicali in vetrina).

Palline e cuoricini rossi su un arbusto in Ladbroke Grove. Se pensate che l’allestimento sia spartano, avreste dovuto vederlo di lì a qualche giorno, quando l’alberello era coperto di fiorellini candidi (poi è arrivata la nevicata e li ha fatti secchi tutti!).

Poco prima del sorgere del sole, la chiesa di St. John the Evangelist, su Ladbroke Grove. Lo so, lo so, la fotografo sempre, ma il fatto è che ancora non sono riuscita a rendere come si deve la sua tenebrosa bellezza. Una struttura lugrube e splendida allo stesso tempo, come solo le costruzioni gotiche sanno essere.

Lucine rosse all’ingresso di un ristorante presso Holland Park Avenue.

Kitsch che più kitsch non si può: non è solo il soggetto o il materiale sbrilluccicante (o il collare di pelliccia!) a fare di queste povere renne la decorazione più assurda ch’io abbia visto in questi giorni: anche il colore, dio onnipotente, è terrificante. Questa, e le immagini che seguono, sono state scattate alle vetrine di un divertente negozio di “cineserie” di Westbourne Park Road.

Adorabili Gingerbread Men pronti per essere venduti. Questi biscottini dall’aspetto innocente hanno origine nel lontano 1400. In Inghilterra l’usanza di realizzare figure di pan di zenzero per le feste si era così diffusa che persino la regina Elisabetta I (non certo passata alla storia per essere la più spiritosa delle sovrane) era solita farne preparare a tonnellate modellate in effigie dei suoi più illustri ospiti.

L’incredibile cornice di coccarde festive qui ritratta, ha richiesto una settimana di lavoro per i proprietari di questo negozio di antiquariato in Portobello Road. Un broccato sfavillante composto da migliaia di nastri, un lavoro di una bizzarria unica.

Luci colorate e singolare allestimento nella vetrina del negozio di abbigliamento “Jack Wills” in Portobello Road. Staccionata in stile country, piante secche, neve artificiale e…

… un corvo impagliato (!). Sulle bestiole impagliate, presenti in molte vetrine della zona, dovrò scrivere un post a parte un giorno o l’altro. Gli amanti degli animali non inorridiscano; se pur, purtoppo, effettivamente deceduti, si tratta generalmente di veri e propri pezzi di antiquariato risalenti alla prima metà del novecento, se non più vecchi. Non amo gli animali impagliati, li trovo, come dire, uno spreco di vita, ma rassegnamoci: queste povere bestie, a distanza di un secolo, sarebbero ormai morte e sepolte comunque.

E per concludere, giusto per non farci mancare niente, cosa sarebbe un ultimo dell’anno Londinese senza una parrucca viola fluorescente? Gli appassionati di telefilm vintage di fantascienza mi capiranno: se avessi un paio di decenni di meno (e non mi vergognassi come una ladra) io questa copia datata 1969 della pettinatura futuristica del colonnello Gay Ellis in UFO la metterei eccome, e all’istante!

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Pubblicato in Camerae obscurae, London life | Lascia un commento

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