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Mutazioni

novembre 20, 2009 di Paz

Da qualche tempo a Portobello Road, nascosta tra i piloni di sostegno della Westway, c’è una strana esposizione intitolata Mutate Britain. In perfetto stile Metal Urlant (con l’aggiunta di qualche tocco di Banksy e Mad Max) la mostra raccoglie una delirante accozzaglia di creature fabbricate, utilizzando materiale di recupero, da The Mutoid Waste Company and The Cordy House Family, due gruppi di amici/artisti con l’intento comune di portare l’arte nelle strade e coinvolgere in un movimento pop-intellettuale il più alto numero di persone possibile .

Le sculture di Mutate Britain non passano inosservate neanche al pedone più distratto, non solo per l’inquetudine che suscitano (la testa del bambolotto con la mascella divelta, che ricorda certi raccapriccianti pupazzi dei ventriloqui, fa venire i brividi) ma anche perché si tratta di strutture di dimensioni mastodontiche.

Un giurassico dinosauro (o drago, o pollo, o chissà quale altra creatura degli inferi) svetta ad altezza sopraelevata e sembra fissare chi cammina sul marciapiede con sguardo omicida. Il suo corpo, puntellato su scheletriche zampe di ferro, è ricavato -e non sto scherzando- dalla carlinga di un elicottero.

Il pezzo che personalmente preferisco è la diabolica trinità di mostriciattoli appollaiati su un albero e posizionati in modo che siano perfettamente visibili da chi cammina a Portobello Road ma sopratutto da coloro che percorrono la Westway. Vederseli ad altezza finestrino mentre si viaggia di notte deve essere un’esperienza quantomeno interessante.

I loro corpi sono forgiati assemblando pezzi di motociclette e i loro occhi sono sempre accesi, giorno e notte, ennesimo divertissement ottico per gli automobilisti che sfrecciano sulla superstrada.

L’interno della mostra sembra la versione distorta e malata di un Luna Park abbandonato. Ogni angolo, zeppo di sculture emaciate e cadenti, non fa che aumentare nel visitatore il senso di smarrimento e di solitudine.

Per saperne di più:

Il sito ufficiale di Mutate Britain:
http://mutatebritain.com/

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Pubblicato in Camerae obscurae, The Victorian explorer | Lascia un commento

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